Riflessioni di Ivan Losio, CEO di Sei Consulting e Sfida Italia 4.o

V.U.C.A approach per le piccole e medie imprese

26.02.2018

COSA E’ IL VUCA – In un rapporto del 1998, lo United States War College presagiva un mondo che è “volatile, incerto, complesso e ambiguo” – VUCA, in breve. VUCA descrive perfettamente ciò che sta accadendo nel mondo del business globale oggi e che sarà una costante negli anni futuri. Il business non funziona più come al solito e il passato non è sempre una buona base per progettare il futuro. Il tasso di crescita e di fallimento delle aziende è sempre maggiore e non ci sono “regole” scritte che, se seguite, ti possono salvare dal declino e dalla crisi. I leader aziendali devono affrontare la crescente incertezza, complessità e ambiguità nei loro ambienti decisionali. I CEO hanno poca idea di cosa aspettarsi in termini di evoluzione del mercato, dei prodotti, della tecnologia. E questo si riflette su tutti gli aspetti aziendali. Ad esempio la formazione manageriale nelle tecniche classiche dei sistemi di pianificazione e controllo economici e finanziari (business plan, contabilità industriale, reporting ecc.) dimostra limiti evidenti nel saper interpretare e leggere i fattori critici di successo e, di conseguenza, le competenze distintive che l’azienda deve possedere e su cui deve puntare per poter emergere. In breve, questi rapidi cambiamenti stanno mettendo una pressione estrema sui leader aziendali per condurre in modi che non erano mai stati visti prima.

IL MANAGER VUCA – In una parola possiamo dire che il mondo VUCA induce le aziende a mettere al primo posto la STRATEGIA e il corretto approccio verso l’organizzazione interna e verso il mercato. In altre parole il focus si sposta dal prodotto, dalla tecnologia alla strategia di innovazione, di attenzione verso il personale e verso la corretta lettura del mercato. Ora è il momento per gli autentici imprenditori di fare un passo avanti e guidare in modi che le scuole di business non insegnano o insegnano male. Esaminiamo i diversi modi di condurre che comprendono VUCA….

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Cubo di Rubik e Gestione Aziendale – analogie e caratteristiche

15.03.2018

L’accostamento tra il cubo di Rubik e la corretta gestione aziendale sembra azzardato, ma a ben riflettere, presenta invece molte analogie.

Come tutti sanno il fine ultimo del cubo di Rubik è riuscire a risolvere nel minor tempo possibile il cubo allineando i colori di tutte le facce. L’obiettivo finale della gestione aziendale è, invece, quello di riuscire a creare valore in un’ottica di medio lungo termine.

Entrambi (cubo di Rubik e gestione aziendale) debbono sottostare a regole ed accortezze che possano agevolare il raggiungimento degli obiettivi con efficacia ed efficienza. Mettiamo a confronto le analogie tra i due mondi:

CUBO DI RUBIK. Presenza di pezzi centrali fissi, a prescindere dalla rotazione che si faccia, essi rimangono nella stessa posizione determinando il colore di ogni faccia. La GESTIONE AZIENDALE come il cubo di Rubik ha pezzi centrali che determinano il colore di ogni faccia, ogni azienda o divisione aziendale ha infatti la propria cultura ed il proprio sistema di valori dal quale non può prescindere. Non possiamo pensare di impostare modelli di gestione e processi prescindendo dal colore dei “pezzi centrali” della nostra azienda. Si pensi a quando si acquisiscono aziende in contesti culturali differenti dai propri: un errore molto comune è quello di voler “colonizzare” la subsidiary con la cultura della casa madre. I risultati possono essere devastanti. La prima regola è quindi quella di capire il colore della faccia che si ha di fronte (la sua cultura ed il sistema valoriale) e costruire su di esso, non “CONTRO di esso”.
CUBO DI RUBIK…

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Quale organizzazione scegliere per le imprese digitalizzate?

26.03.2018

Il ruolo centrale della formazione esperienziale e tecnologica

E’ in atto una grande discussione sui modelli ottimali di organizzazione per gestire aziende sempre più digitalizzate e proiettate al futuro.

Ne abbiamo parlato recentemente con l’Ingegner Paolo Groff, Ceo del Gruppo Gnutti Carlo Spa , azienda leader nel campo dell’automotive e protagonista di una strepitosa crescita qualitativa e dimensionale, nel workshop di Spazio Controller (istituito presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia) focalizzato sulla Resilienza come capacità di affrontare in modo vincente mercati dinamici e discontinui.

Dal confronto è emerso che per attuare un processo di innovazione efficace in azienda è necessario puntare su alcune caratteristiche chiave che debbono investire tutti i collaboratori ad ogni livello: elasticità mentale, resilienza, proattività, orientamento al mercato, autoconsapevolezza.

Ciò che serve alle aziende è dunque una forte leadership e una chiara vision, associata alla capacità di modificare gli schemi comportamentali e le attitudini necessarie per affrontare e risolvere situazioni nuove, inattese ed imprevedibili…

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Too fast to Grow

02.05.18

Ritrovare i ritmi dell’Agricoltura e del “Maggese” è la risposta

Fare impresa in un mondo complesso e globalizzato come quello attuale evidenzia sicuramente delle opportunità di crescita per chi riesce a creare competenze distintive in grado di differenziare prodotti e servizi rispetto ai concorrenti.

Ma si può sempre crescere con successo non tradendo la propria cultura e la propria vision?
La sensazione di fondo è che la “pressione alla crescita ed all’innovazione” sulle imprese e sulle persone sia eccessiva e un po’ fine a se stessa e si crei quindi quasi un senso di inadeguatezza per i manager se nell’anno non riescono a “crescere” ed “innovare” meglio dell’anno precedente, se non sono informati sulle ultime tecnologie, sul mondo del fintech, dei processi moderni di “Agile” e “lean manufacturing” ed altro ancora.
Intendiamoci bene: noi come Sfida Italia 4.0 siamo fautori dell’industria 4.0 e del fatto che le aziende debbano innovarsi in processi e tecnologie e avere un atteggiamento votato al miglioramento continuo. Ma questo non deve portarci ad essere drogati dall’ansia verso la crescita e rincorrere l’innovazione con un senso di inadeguatezza!

Tutto nel mondo moderno sia nel B2B che nel B2C è ammantato da un senso di caducità. I paradigmi che oggi sono in auge, dopo qualche mese potrebbero essere accantonati. In questo mondo un po’ schizofrenico e V.U.C.A si assiste al fatto che il valore di mercato di colossi quotati in borsa perdono di valore per 50/60 mld di euro nel giro di poche ore (vedi il caso delle Criptovalute o di Facebook).
L’imprenditore alla guida delle Piccole e Medie imprese viene quasi risucchiato da questo vortice, anche mediatico, che martella le aziende e le spinge a crescere, diversificare, innovarsi… Sempre continuamente senza sosta…

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