Il finanziamento all’Impresa – La scelta tra debito e capitale

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Alberto Mazzoleni è docente universitario presso l’Università degli Studi di Brescia, dove insegna bilancio d’esercizio. È coordinatore dell’Osservatorio sulla crisi e sui processi di risanamento delle imprese dell’Università degli Studi di Brescia. Svolge attività di ricerca su temi di comunicazione economico- finanziaria, con particolare riferimento al rapporto banca-impresa. Autore di numerose pubblicazioni e relatore di convegni in ambito nazionale ed internazionale.

Alessandro Profumo è uno dei maggiori conoscitori del mondo finanziario italiano ed internazionale. CEO di Unicredit dal 1997 fino a settembre 2010. Presidente di Monte dei Paschi di Siena fino ad agosto 2015. Attualmente è azionista di riferimento e Presidente di Equità SIM e siede nel CDA di ENI. È inoltre componente del Supervisory board di Sberbank e membro dell’International Advisory Board della banca brasiliana Itau-Unibanco.

Durante gli ultimi anni, si è assistito ad un progressivo disimpegno del sistema bancario verso l’erogazione di finanziamenti alle imprese. Tale situazione non ha creato problemi significativi alle imprese sane e caratterizzate da una modesta dipendenza finanziaria dal sistema del credito; al contrario, ciò ha incrementato le problematiche delle imprese high risk ovvero caratterizzate da un elevato utilizzo del credito bancario. Il tema di diversificazione delle fonti di approvvigionamento riguarda tuttavia la generalità delle imprese.

Il legislatore ha tentato di agevolare la riduzione della dipendenza delle imprese dalla banca. Lo ha fatto attraverso opportuni processi di semplificazione dell’accesso al mercato del capitale e del debito da parte delle imprese. Inoltre, si è assistito alla nascita di nuovi operatori specializzati nell’investimento del capitale o in titoli di debito delle imprese di piccole e medie dimensioni.

Il testo propone un modello di selezione delle fonti di finanziamento. Esso è ideato in modo che permetta ad ogni impresa di comprendere le modalità di copertura dei propri fabbisogni finanziari. Viene fatto particolare riferimento agli strumenti diversi dal finanziamento bancario, nell’utilizzo dei quali vengono evidenziati elementi di pregio e di debolezza.

Questa ricerca è caratterizzata da implicazioni, sia per le piccole e medie imprese, sia per il legislatore:

  • per le imprese: la ricerca evidenzia un “modello di selezione delle fonti di finanziamento” volto ad individuare lo strumento potenzialmente utilizzabile;
  • per il legislatore: emerge la necessità, anche attraverso opportuni interventi di garanzia da parte dello Stato, di ridurre la selettività nella valutazione delle imprese nell’accesso a tali strumenti alternativi. Risulterebbe, inoltre, interessante prevedere un meccanismo di incentivi alle imprese che adottano logiche di gestione finalizzate a ridurre le asimmetrie informative con la comunità finanziaria e gli investitori “professionali”.