Crisi dell’impresa, procedure concorsuali e diritto penale dell’insolvenza

Il volume affrcrisi-dell-impresaonta rilevanti profili critici del diritto penale dell’insolvenza. Si impone, tra l’altro, di contribuire a dipanarne l’elevata complessità. Esito, quest’ultima,  delle interferenze con la disciplina civilistica oltre che del marcato tecnicismo della materia.
Sospinto dall’esigenza di contrastare gli effetti del deterioramento della situazione economica, il legislatore civile, nell’ultimo decennio, attraverso molteplici interventi, è pervenuto a un profondo mutamento. Si tratta del mutamento della fisionomia della legge fallimentare del 1942 e dei relativi istituti. Questo è avvenuto scompaginando l’originario climax prevalentemente pubblicistico, liquidatorio e sanzionatorio, a favore di soluzioni negoziali (privatisticamente intonate) delle crisi d’impresa, nonché, ove possibile, della conservazione dell’attività.

Non può tuttavia trascurarsi che il percorso innovatore ha indiscutibilmente generato un quadro normativo frammentario e “scomposto”. Inoltre, ha  sostanzialmente rinunciato ad adeguare la disciplina penale alla ratio ispiratrice delle riforme civilistiche. Ne derivano situazioni d’incertezza sistematica e applicativa, che impegnano a fondo dottrina e giurisprudenza. Si consideri, tra tutte, la spinosissima e irrisolta questione circa il ruolo della sentenza dichiarativa di fallimento nell’ambito dei reati fallimentari, oggetto di pronunce anche alquanto problematiche.

Alberto Mazzoleni è autore del capitolo “Verità o correttezza nell’attestazione dei progetti di risanamento della crisi d’impresa?”.